Ritratto di SILVIO FORMICHETTI
PITTURA INFORMALE E ACTION PAINTINGVIVENTE

SILVIO FORMICHETTI

• L'evoluzione: Inizia negli anni '90 con la pittura figurativa, per poi passare a un potente astrattismo segnico influenzato da Jackson Pollock ed Emilio Vedova. • Il gesto spirituale: La sua pittura è basata sulla pura energia del gesto e su accesi contrasti di colore, vissuti dall'artista come una proiezione intima e spirituale dell'anima. • La Biennale: Viene consacrato nel 2011 con la partecipazione alla 54ª Biennale di Venezia (Padiglione Italia), esponendo poi al Parlamento Europeo e al Palazzo di Venezia a Roma.

Silvio Formichetti (Pratola Peligna, 20 marzo 1969) è un pittore contemporaneo italiano, considerato tra i principali esponenti della pittura informale e dell'Action Painting in Italia. • Dallo studio al gesto: Inizia la sua carriera nei primi anni novanta dedicandosi alla pittura figurativa (nudi femminili e paesaggi abruzzesi). A metà del decennio compie una radicale evoluzione artistica verso l'astrattismo informale, subendo il profondo fascino dell'espressionismo astratto di Jackson Pollock e della pittura gestuale di Emilio Vedova. • Stile e ricerca spirituale: La sua pittura è basata sulla pura energia del gesto e sul contrasto cromatico. A differenza dell'informale puramente politico o di protesta, Formichetti concepisce l'atto pittorico come una "preghiera" o una proiezione interna, carica di emotività e spiritualità. Nei suoi lavori nasconde a volte strati figurativi ribaltati sotto dense campiture di colore. • La consacrazione alla Biennale: Nel 2011 partecipa alla 54ª Biennale di Venezia all'interno del Padiglione Italia (scelto su segnalazione del premio Nobel Dario Fo e curato da Vittorio Sgarbi). Ha esposto in prestigiosi spazi istituzionali, tra cui il Palazzo di Venezia a Roma, il Chiostro del Bramante, il Parlamento Europeo a Bruxelles e in mostre internazionali in Danimarca e Bulgaria

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