
ENNIO MORLOTTI
Morlotti non è associato a un'unica corrente rigida, ma ha vissuto da protagonista le più grandi fratture artistiche del dopoguerra. Il suo contributo fondamentale rientra nell'Informale, e più nello specifico nell'alveo dell'Ultimanatismo (teorizzato dal critico Francesco Arcangeli). • Oltre l'astrazione e il realismo: Rifiuta sia il realismo politico e didascalico (come quello di Guttuso) sia l'astrattezza geometrica pura. • La fusione con la natura: Morlotti si immerge nella natura in modo viscerale. I suoi paesaggi, i celebri cicli di Grangrant o le Vegetazioni non sono vedute cartolinesche, ma agglomerati densi di materia. • La pasta pittorica: Il colore diventa un corpo denso e stratificato. I prati, i rami e le rocce perdono i contorni precisi per trasformarsi in pura pasta cromatica grumosa (fatta di verdi, marroni e ocra), in cui il confine tra il pittore e la terra si annulla.
Ennio Morlotti (Lecco, 1910 – Milano, 1992) è stato uno dei più importanti pittori del Novecento italiano, figura cardine nel passaggio dal realismo espressionista all'Informale naturalistico. La giovinezza e Corrente: Di origini umili, lavora come operaio prima di riuscire a frequentare l'Accademia di Brera a Milano. Nel 1940 entra a far parte del gruppo di Corrente, unendosi ad artisti ribelli come Birolli, Vedova e Guttuso in aperta opposizione culturale all'arte ufficiale del regime fascista. • Il soggiorno a Parigi (1947): Grazie a una borsa di studio si reca a Parigi, dove studia da vicino la pittura di Cézanne e, soprattutto, l'opera di Pablo Picasso. L'incontro con il Cubismo scompone la sua visione geometrica, ma Morlotti cercherà fin da subito una via più emotiva e materica. • Il Gruppo degli Otto (1952): Insieme a critici come Lionello Venturi e ad artisti del calibro di Afro, Birolli e Vedova, fonda il "Gruppo degli Otto". Il movimento proponeva il superamento della rigida contrapposizione tra astrazione e figurazione, rivendicando una totale libertà espressiva che in Morlotti si tradurrà proprio nella virata informale. • La maturità e i grandi cicli: Dagli anni '50 in poi, l'artista si ritira gradualmente dalla scena dei manifesti politici per concentrarsi su una pittura solitaria. Nascono i suoi soggetti più iconici: le Vegetazioni, i Rocciami della Riviera ligure e i celebri nudi femminili (Bagnanti), dove i corpi delle donne si fondono cromaticamente con la terra e la flora circostante. Partecipa a numerose edizioni della Biennale di Venezia (vincendo il premio per la pittura nel 1962) e si spegne a Milano nel 1992, consacrato come uno dei poeti più intimi e materici dell'arte moderna italiana.