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SPAZIALISMOVenezia, 16 marzo 1931 – Mestre, 19 giugno 2024

ENNIO FINZI

nnio Finzi nasce a Venezia nel 1931 e, fin da giovanissimo, si interessa di pittura e di musica. Il rapporto suono-colore, un colore che Finzi, più che "vedere", ama "ascoltare" nelle sue risonanze più intime, gli permette di esprimersi secondo regole del tutto aleatorie in svincolata autonomia. Gli accesi cromatismi e l"impeto del gesto sono un filo conduttore delle sue opere. Insegna all"Accademia di Venezia e espone le sue opere in diversi luoghi, tra cui nel 1949 alla fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, dove nel 1956 ha tenuta la sua prima personale, alla Quadriennale di Roma nel 1959 e nel 2000, alla XLII Biennale di Venezia nel 1986, al Palazzo Ducale di Urbino nel 2005 e a Praga nel 2006.

BREVE BIOGRAFIA DI ENNIO FINZI Ennio Finzi (Venezia, 16 marzo 1931 – Mestre, 19 giugno 2024) è stato uno dei più importanti pittori astratti italiani del secondo Novecento, protagonista della Pittura Critica e dell'Espressionismo Astratto. Definitosi un "astrattista patologico", la sua intera ricerca si è mossa lungo un profondo legame tra la percezione visiva del colore e l'armonia della musica. Gli esordi e la formazione Nato a Venezia, frequenta brevemente l'Istituto d'Arte ed entra in contatto con lo sconvolgimento formale del Cubismo. Fondamentale per la sua crescita è la riapertura nel 1948 dell'Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale, dove studia da vicino le avanguardie storiche. Nel 1949 segue i corsi della Scuola libera del nudo tenuti da Armando Pizzinato. In questo periodo stringe profondi rapporti con l'ambiente artistico e musicale veneziano, frequentando figure come Emilio Vedova, Virgilio Guidi, Tancredi Parmeggiani e il compositore Bruno Maderna. Il rapporto tra Suono e Colore La passione di Finzi per il violino e la musica (dall'atonalismo di Schönberg al bebop jazz) condiziona radicalmente la sua pittura. Le sue prime "invenzioni" degli anni Cinquanta, stimolate anche dall'incontro con Atanasio Soldati, rinnegano la figurazione per concentrarsi su accesi cromatismi guidati da ritmi puramente musicali: per Finzi, il colore è qualcosa da "ascoltare" nelle sue risonanze intime. Grazie all'amico Tancredi, in quegli anni le sue opere vengono presentate alla celebre collezionista americana Peggy Guggenheim. L'evoluzione stilistica Il percorso artistico di Finzi attraversa diverse fasi di rigorosa sperimentazione: • Anni '50: Ricerca vicina allo Spazialismo e all'Informale, basata sull'impeto del gesto e della luce. • Anni '60 e '70: Parentesi dedicata all'arte programmata e cinetica (Cinetismo) e alla non-pittura analitica in bianco e nero, focalizzata sui meccanismi della percezione. • Anni '80 in poi: Ritorno prepotente del colore alternato al "non-colore". Il nero diventa centrale, inteso come luce del buio e del silenzio, interrotto successivamente da improvvisi spiragli di luce cromatica. Insegnamento e riconoscimenti Finzi ha abbinato la carriera artistica all'insegnamento presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha esposto nelle più prestigiose rassegne italiane, tra cui la Fondazione Bevilacqua La Masa (a partire dal 1949), la Quadriennale di Roma (nel 1959 e nel 2000) e la Biennale di Venezia nel 1986. Le sue opere sono oggi conservate in importanti musei e collezioni d'arte contemporanea.

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