
ALIGI SASSU
I suoi tratti distintivi: • Gli "Uomini Rossi": Il suo ciclo più famoso (iniziato nel 1929), caratterizzato da figure immerse in un rosso fiammeggiante, simbolo di un'umanità pura e primordiale. • La prigione e il Gruppo Corrente: Arrestato nel 1937 per la sua opposizione al fascismo, disegna segretamente in carcere e, una volta libero, si unisce agli artisti di Corrente (come Guttuso) contro l'arte di regime. • Iconografia e grandi opere: Oltre ai celebri dipinti di cavalli in movimento e ciclisti, nell'ultima parte della sua vita realizza monumentali opere pubbliche in ceramica, come il murale per il Parlamento Europeo a Bruxelles.
Aligi Sassu (Milano, 17 luglio 1912 – Pollença, 17 luglio 2000) è stato uno dei grandi maestri del Novecento italiano, celebre per la sua pittura accesa e passionale, dominata dal dinamismo del colore e da un profondo impegno civile. Pittore, scultore e ceramista di origini sarde, ha attraversato il secolo scorso legando indissolubilmente la sua arte alla storia e alla politica del suo tempo. La formazione e gli esordi futuristi Sassu manifesta un talento precocissimo, influenzato dal padre (tra i fondatori del Partito Socialista a Sassari) e dall'amicizia con Carlo Carrà. • La parentesi futurista: Nel 1928, a soli sedici anni, firma insieme a Bruno Munari il manifesto “Dinamismo e riforma muscolare” e viene invitato da Filippo Tommaso Marinetti a esporre alla Biennale di Venezia. • La svolta figurativa e gli "Uomini Rossi": Ben presto si allontana dal Futurismo per studiare i grandi maestri dell'Ottocento (Delacroix, Géricault). Nel 1929 avvia il suo ciclo più famoso, Gli uomini rossi: figure nude immerse in un rosso bidimensionale e fiammeggiante, che simboleggiano un'umanità primordiale, pura e libera da convenzioni. L'antifascismo, la prigione e Corrente Negli anni Trenta, i suoi dipinti iniziano a riflettere una forte opposizione al regime fascista. Frequenta Parigi nel 1934, studiando da vicino gli impressionisti e Matisse. • L'arresto: Nel 1937, a causa del suo attivismo politico e del sostegno ai repubblicani nella Guerra Civile Spagnola (ispirazione per il quadro Spagna), viene arrestato dall'OVRA con l'accusa di complotto. • I disegni dal carcere: Sconta due anni di reclusione nel carcere di Fossano, dove continua a produrre segretamente oltre 400 disegni di grande potenza drammatica. Ottenuta la grazia nel 1938, si unisce idealmente al gruppo di Corrente, la rivista d'avanguardia che riuniva artisti (come Guttuso, Vedova, Birolli) uniti dal rifiuto dell'arte ufficiale di regime. Il dopoguerra: i cavalli, Albissola e i grandi murali Nel secondo dopoguerra la sua tavolozza si arricchisce di nuove mitologie e soggetti: i celebri ciclisti (simbolo di fatica e riscatto popolare), i caffè parigini, le tauromachie e i suoi iconici cavalli in riva al mare, raffigurati in perenne movimento e tempesta cromatica. • La ceramica e l'incontro con Picasso: A partire dagli anni Cinquanta si stabilisce ad Albissola Marina, storico centro della ceramica ligure. Lì lavora intensamente la materia e stringe una profonda amicizia e stima reciproca con Lucio Fontana e Pablo Picasso. • I miti del Mediterraneo: Verso la fine della sua vita si dedica a monumentali opere pubbliche. La più imponente è il grandioso murale in ceramica I miti del Mediterraneo (1993), una monumentale superficie di 150 metri quadri realizzata per la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. Sassu trascorre i suoi ultimi anni tra la sua amata terra d'origine, la Sardegna (a Thiesi), e la Spagna, spegnendosi a Pollença (Maiorca) esattamente nel giorno del suo ottantottesimo compleanno.